COMUNITA’ di PRIMA ACCOGLIENZA

Sede : Vimodrone (MI)
Capienza massima : 8 persone.
Equipe di struttura : 1 coordinatore; 5 educatori; 1 esperto in percorsi di formazione, orientamento e inserimento lavorativo; 1 psicologa per supervisione; 1 consulente pedagogico; 1 consulente legale.
Tipologia dell’utenza : ragazzi maschi dai 14 ai 17 anni, sia italiani sia stranieri. Prevede la presa in carico di situazioni individuali complesse, per le quali è necessario effettuare un’attenta valutazione ed eventualmente una diagnosi specifica dei problemi e delle difficoltà;
• autori di reato e quindi all’interno di procedure legate ai provvedimenti del tribunale di minori e ai servizi ad esso collegati;
• stranieri, non accompagnati ed in assenza di familiari, con situazioni di disagio e in mancanza di riferimenti relazionali nel proprio contesto di appartenenza;
• con situazioni personali e familiari problematiche, segnalati dai Servizi Sociali e di tutela dei minori.
Tempi di permanenza : 3 mesi circa.
La conclusione del periodo di accoglienza rappresenta una fase importante e delicata al tempo stesso. L’adolescente viene supportato in un processo di valutazione attenta delle diverse esperienze vissute in comunità e bilancio della propria situazione, della consapevolezza di sé, della propria identità e della propria motivazione a un percorso educativo di cambiamento, di riabilitazione sociale e di nuovo inserimento in una comunità civile. A tale lavoro è dedicato tempo in modo consistente (buona parte della giornata) durante le ultime due settimane. Per i ragazzi coinvolti in provvedimenti di tipo penale, si prevede la preparazione dell’adolescente ad affrontare l’udienza presso il Tribunale dei Minori. A conclusione della fase di accoglienza e valutazione, il servizio sostiene la continuità e la transizione accompagnando l’adolescente ad inserirsi in altre realtà comunitarie per la fase successiva del proprio percorso.
Obiettivi : gestire situazioni di crisi complesse e urgenti in accordo con i servizi sociali, i servizi di tutela minori e del Centro di Giustizia Minorile, all’interno del quale è previsto l’invio residenziale per una valutazione specifica, una diagnosi, ove necessario, e una restituzione della possibilità di intraprendere un percorso educativo articolato.
Obiettivi di percorso individuale :
• Affrontare le resistenze ad accettare la permanenza in comunità e le barriere comunicative conseguenti;
• Avviare la possibilità di analisi e riflessione sulla propria vicenda personale;
• Sviluppare una prima consapevolezza della situazione e delle opportunità offerte dal percorso di accoglienza;
• Accompagnare il mantenimento e la continuità dei processi di crescita già in atto, facilitando l’eventuale inserimento in nuovi contesti di esperienza;
• Stimolare la disponibilità a mettersi in gioco, comunicare e partecipare ai diversi momenti proposti;
• Mettere in moto atteggiamenti di fiducia nei confronti dell’esperienza di gruppo attraverso il dialogo, il confronto e l’interazione quotidiana;
• Sperimentare l’utilizzo del tempo in modo costruttivo e appropriato;
• Riconoscere le risorse messe a propria diposizione come un’opportunità di miglioramento;
• Motivare la disponibilità ad acquisire nuovi apprendimenti e competenze;
• Avviare la disponibilità all’inserimento in nuovi contesti di esperienzasia all’interno della comunità, sia in relazione con ambienti esterni;
• Accogliere la proposta di obiettivi personali, nella propria giornata o nella settimana, e provare a valutarne il raggiungimento;
• Prendere in considerazione la possibilità di mettere in discussione la propria identità, nel caso si sia strutturata attorno all’atto deviante e/o al reato;
• Accettare vincoli, limitazioni e regole proprie del contesto comunitario di accoglienza;
• Ascoltare e accogliere feed-back provenienti dai compagni e dagli educatori su nuovi aspetti di sé;
• Avviare un processo di motivazione ad un percorso educativo di crescita personale.
