- Sostegno educativo/cognitivo extrascolastico
- Progetto per le scuole
- Formazione
Oggi si parla sempre di più dell’importanza della formazione per migliorare la “qualità” dei servizi.
Kayròs tenta di promuovere all’interno dei gruppi e tra i propri operatori, soprattutto tra le figure educative, una cultura della formazione con l’intento di rendere l’educatore sempre più protagonista attivo dei propri processi formativi e di crescita.
L’obiettivo per il quale Kayros si dedica con convinzione alla formazione è, infatti, quello di promuovere l’acquisizione e il successivo aggiornamento delle competenze, già qualificate, necessarie per “svolgere” adeguatamente il proprio ruolo e le funzioni in cui sono impegnati.
Il focus della formazione diventa allora il cambiamento (individuale, organizzativo, di contesto sociale, ecc.) in un’ottica di processo evolutivo.
L’attenzione si concentra sempre più su :
lavorare su come funziona e non su come si fa. La formazione diventa il luogo in cui le persone si costruiscono dei modi per auto apprendere, per auto aggiornarsi costantemente senza avere continuo bisogno di qualcuno che insegni.
lavorare sui processi e non sulle azioni. È ovvio che la formazione non serve per imparare cosa si deve fare o quali azioni si devono mettere in atto per raggiungere quell”obiettivo, ma deve aiutare le persone a capire attraverso quali processi, quali sequenze ed interrelazioni possono raggiungere determinati obiettivi.
costruire percorsi per la costruzione di “pensieri organizzati” o di teorizzazione delle esperienze. Passare, quindi, da una relazione unidirezionale in cui il docente sa e l”allievo deve apprendere, ad una in cui il processo di apprendimento è condiviso e costruito insieme da docente e “allievo” … allievo che spesso conosce meglio la realtà delle cose rispetto al docente stesso.
Oltre alla promozione delle attività formative mirate ai specifici campi di intervento dell’Associazione e ai propri educatori, Kayros si propone di formare persone capaci di sensibilizzare all”impegno educativo i genitori, gli insegnanti, i responsabili dei gruppi giovanili che avranno l”opportunità di ridefinire la propria identità, di arricchirsi personalmente per essere educatori onesti e coerenti.
La formazione verso l’esterno si avvale, oltre che dei canonici corsi di formazione, dell’ausilio di “seminari, tavole rotonde, ecc.” Un ulteriore ambito in cui l’Associazione intende promuovere percorsi formativi è quello relativo alla tutela legale dei minori. In particolare i percorsi formativi affrontano le seguenti tematiche:
1. La condizione giuridica dei minori in affido e tutela. Ruolo e responsabilità degli operatori sociali.
Il corso affronta il tema della condizione giuridica dei minori a favore dei quali sia intervenuto un provvedimento di allontanamento dell’autorità amministrativa ovvero un provvedimento del Tribunale per i Minorenni ovvero, infine, del Giudice Tutelare. Premesse alcune osservazioni relative al processo degli interventi che possono condurre ad uno dei menzionati provvedimenti e chiarita la posizione giuridica del minore e degli esercenti la potestà, il corso affronta il ruolo e le responsabilità dei diversi soggetti coinvolti in un affidamento giudiziale, in un affidamento consensuale ed in una procedura di tutela.
2. L’accompagnamento del minore autore di reato
Il corso si propone di chiarire all’operatore il significato delle diverse fasi del procedimento penale minorile. In particolare vengono affrontate quelle fasi del procedimento in cui più facilmente si possono creare sinergie tra il progetto educativo ed il percorso penale, quali la messa alla prova e l’affidamento in prova.
3. L’accompagnamento del minore vittima di reato
Il corso ha l’obiettivo di preparare gli operatori all’accompagnamento di un minore coinvolto come vittima in un procedimento penale. I temi che vengono trattati negli incontri sono i più significativi nel percorso di rilevazione, segnalazione e presa in carico delle situazioni di maltrattamento, abuso sessuale, grave trascuratezza. In particolare si affronta l’intero processo d’intervento, si da conto delle diverse figure di reato, della recente normativa regionale in tema di maltrattamento ed abuso di minori e si chiarisce la portata ed i modi di attivazione degli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento per la vittima minorenne.
4. La condizione giuridica dei minori stranieri
Il corso affronta la tematica della disciplina applicabile ai minori stranieri presenti sul territorio italiano con e senza famiglia. In particolare viene fornita una lettura integrata delle norme che regolano gli istituti di tutela applicabili ai minori e le norme che disciplinano l’immigrazione. Infine viene affrontata, in una ottica di elaborazione del progetto educativo, la disciplina applicabile ai diversi Permessi di Soggiorno.
Scadenza formazione [Formazione educatori] :
Quindicinale: formazione pedagogica delle équipe di comunità.
Annuale: sono previsti 4 incontri su temi di tutela legale, tenuti dal consulente giuridico.
Seminariale: 2 volte l’anno (generalmente giugno e novembre): formazione residenziale.
Inizio/ fine anno: verifica in itinere.
1 volta al mese: supervisione sui casi o sul lavoro d’équipe, ad opera dello psicologo di comunità.
E’ inoltre previsto un percorso di formazione/supervisione per il gruppo “famiglie amiche” (cfr. progetto “Famiglie amiche”) in sinergia con gli educatori di comunità.
- Progetto “Riscattarsi”
Il progetto intende rispondere ai seguenti bisogni:
- al bisogno immediato di accoglienza, contenimento e confronto/relazione del minore a seguito di un’azione penalmente rilevante.
- al bisogno di un percorso di ampio respiro che permetta al minore di sperimentarsi con tutti i contesti di formazione e di socialità che vorrà praticare in modo nuovo.
- al bisogno di supporto, orientamento e senso di efficacia delle famiglie nel trovare modalità nuove di relazione educativa per il futuro.
- al bisogno degli operatori sociali dei servizi pubblici di trovare interlocutori lungo tutto l’arco del processo di cambiamento del minore e della famiglia.
- al bisogno della rete di soggetti informali di sperimentarsi in grado di sostenere richieste di aiuto, di non giudizio, di fiducia, di relazione affettiva.
- al bisogno di un insieme di soggetti, che si impegnano per l’inserimento sociale di minori, di sperimentarsi capaci di favorire scelte di autonomia e di responsabilità.
- al bisogno di progetto e di futuro conseguente alla consapevolezza di sé e del proprio percorso di cambiamento.
Il piano degli obiettivi Il progetto si propone le seguenti finalità:
- lo sviluppo di forme di accoglienza immediata al fine di creare disponibilità costante a prendere in carico situazioni che richiedono una struttura residenziale che garantisca tutela e protezione.
- la sperimentazione di programmi innovativi di recupero e di riabilitazione.
- la sensibilizzazione della comunità locale nella propria capacità di inclusione sociale attraverso programmi finalizzati al pieno reinserimento della persona nelle dinamiche relazionali del quotidiano.
Si intende inoltre perseguire i seguenti obiettivi:
- ampliare la capacità di presa in carico, e quindi l’offerta educativa, dell’associazione.
- creare la capacità di accoglienza immediata di minori in situazione di difficoltà.
- formare gli educatori per poter sperimentare percorsi educativi innovativi.
- sviluppare relazioni significative con i diversi contesti presenti nella comunità locale.
- aumentare le possibilità di collaborare con la famiglia del minore e le persone costituenti la rete naturale di relazioni.
Le strategie La strategia generale punta sulla capacità dell’associazione di aumentare l’offerta di opportunità sia migliorando la qualità della presa in carico sia aumentando la flessibilità in fase di ricezione dei minori.
La creazione di uno spazio di pronta accoglienza è possibile sia attraverso una riorganizzazione mirata delle realtà residenziali di accoglienza dell’Associazione sia attraverso l’introduzione di figure tecniche nuove a supporto dell’azione degli educatori nella progettazione e realizzazione di programmi individuali di riabilitazione: lo psicologo, esperti per l’attivazione di laboratori, insegnanti per sostenere i bisogni di apprendimento. La pronta accoglienza inoltre deve portare ad una valutazione rapida e completa delle possibilità di percorso attraverso momenti di colloquio, attività di gruppo, osservazione sistematica, verifica della motivazione al cambiamento, esperienze stimolo significative. Si ipotizza un periodo che non superi i 2/3 mesi, prevedendo come esito di tale periodo l’elaborazione di un progetto personale condiviso con il soggetto e la famiglia. Le realtà residenziali possono inoltre essere contesti di realizzazione dei percorsi progettati attraverso la formazione degli operatori e la supervisione costante degli interventi programmati.
Particolare attenzione viene data al rapporto con le famiglie.
Attività previste Sostenere lo sviluppo di rete per l’accompagnamento educativo e abitativo:
1. Colloqui psicologici e gruppi di incontro di prima accoglienza, al fine di verificare le motivazioni all’inserimento e formulare un’ipotesi di lavoro.
2. Attivazione di servizio di pronta accoglienza per 3 posti :
- Strutturazione del percorso con attività di colloquio, osservazione, rilevazione dati
- Offerta di stimoli
- Valutazione della motivazione
- Sperimentazione delle proprie risorse con attività di laboratorio Ipotesi di progetto individuale
3. Inserimento in percorsi educativi strutturati per 3 soggetti nelle realtà residenziali dell’associazione.
4. Strutturazione di una rete di opportunità presenti nella comunità.
5. Esperienze aggregative con figure tutor e/o di accompagnamento
6. Tirocini formativi e/o occupazionali.
7. Partecipazione a gruppi di muto aiuto con soggetti all’inizio del percorso.
8. Colloqui e percorsi psico-sociali con le famiglie dei minori.
9. Programmi condivisi con gli operatori del servizio sociale di provenienza.
10. Sviluppo della capacità di scelta e supporto all’inserimento formativo e/o lavorativo.
11. Accompagnamento all’inserimento nel proprio contesto di vita.
12. Verifica/follow up degli equilibri consolidati.
- Progetto “Famiglie amiche”
I presupposti
L’Associazione dal 2003 si è fatta promotrice di un progetto (co-finanziato dalla Regione Lombardia L. 23/99) per il supporto e la formazione di un gruppo di “famiglie amiche” che già da tempo sostengono le Comunità:
sono famiglie per lo più inserite nel tessuto parrocchiale, con le quali si vuole riflettere su tematiche inerenti ai minori in comunità e all’affido etero-famigliare.
Il Gruppo “famiglie amiche” è nato dalla convinzione che la risocializzazione dei minori ospiti delle comunità educative, passa, in alcuni casi, anche attraverso il confronto con un modello “sano” di vista familiare. L’inserimento in famiglie, già sperimentato sul territorio per dieci ragazzi, negli ultimi due anni, è più efficacemente realizzabile se le famiglie disposte a questa esperienza vengono adeguatamente sostenute.
Da una parte gli educatori hanno evidenziato l’esigenza di avere un riscontro delle esperienze fatte dai minori nelle “famiglie amiche”, così da avere un feed-back delle dinamiche vissute dal minore; dall’altra è sorta la necessità delle famiglie stesse di essere supportate in tale esperienza non solo attraverso una stretta collaborazione con gli operatori della comunità, ma anche attraverso una condivisione con altri nuclei familiari che vivono tale esperienza, in un contesto allargato di famiglie, nonché attraverso mementi formativi specifici.
Finalità del progetto
La finalità ultima del servizio “famiglie amiche” è quella di formare famiglie disponibili a farsi carico di un minore e di creare, così, una Banca dati.
Finalità intermedie pertanto diventano:
- costituire una rete di famiglie affidatarie a sostegno dei minori ospiti delle comunità dell’Associazioe Kayros, adeguatamente formate e supportate,
- realizzare un luogo/spazio d’ascolto ove le famiglie possano confrontarsi tra loro, con gli operatori delle comunità e con altri gruppi di famiglie che hanno vissuto o vivono esperienze affini.
A chi si rivolgeFamiglie già affidatarie o aspiranti affidatarie principalmente del Comune di Vimodrone e dei comuni del distretto
3. AttivitàGli incontri prevedono una parte teorica rivolta a tutte le famiglie e una parte pratica (più operativa) con l’attivazione di gruppi di lavoro più ristretti.
Il servizio prevede anche incontri periodici di verifica e progettazione – “paralleli” a quelli con le famiglie – con gli operatori delle comunità e con i figli naturali delle famiglie aderenti al servizio, suddivisi a gruppi di età omogenea.
